I grandi viaggiatori dell’Ottocento, poeti e scrittori celebri, rimanevano incantati davanti alle pietre consumate dal tempo. Sembrava che un’indefinibile teoria di sfumature ricordassero loro il peso di una storia millenaria, e se ne impossessassero, restituendo al tramonto il loro carico di misticismo e di suggestione. Non ci sono parole per descrivere Assisi, la terra di Francesco. A ragione è definita una delle città più affascinanti del mondo. Il territorio fu abitato sin dall’antichità. Numerose testimonianze fanno risalire una prima presenza organizzata al popolo degli Umbri, ma l’urbanizzazione è riferibile all’età romana, epoca in cui la città si arricchì di splendidi monumenti, alcuni dei quali sono tuttora visibili: il Foro, il Tempio di Minerva, tratti di mura perimetrali. Con la decadenza dell’Impero Romano anche Assisi, come altri centri della regione, sembrò perdere importanza, ma dopo il Mille, con la nascita delle autonomie comunali, la città prese a rifiorire. I traffici dei mercanti ed il proliferare delle attività artigiane dettero la spinta verso una nuova stagione economica che ebbe grande influenza sul nuovo assetto urbano. Sorgeranno palazzi e luoghi di culto. La storia politica è contrassegnata da lotte e guerre con i comuni vicini e contro lo strapotere del Barbarossa. A quelle lotte partecipò anche Francesco che vide i natali nel 1182. Fu soggetta, quindi, all’influenza della Chiesa con l’esclusione di brevi periodi legati alle egemonie di alcune signorie. Nel corso dei secoli la città si è impreziosita di monumenti civili e religiosi di grande pregio architettonico.
I
Monumenti
In primo luogo la grande Basilica di San Francesco, edificata sul Colle del Paradiso, per accogliere le spoglie del Poverello. La prima pietra venne posata il 17 luglio 1228, il giorno dopo la canonizzazione di Francesco da parte del pontefice Gregorio IX. Pensata su due piani, la costruzione venne condotta a compimento abbastanza speditamente. Essa divenne un vero laboratorio, al quale lasciarono testimonianze i migliori artisti, tra cui Cimabue, Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti. La Basilica è tornata al suo splendore, insieme ad altri monumenti, dopo il terremoto del 1997.