L'origine di Deruta è incerta come dimostrano le diverse denominazioni che ha assunto nel tempo: Ruto, Ruta, Rupta, Direpta, Druida, Diruta e infine Deruta. Si può comunque affermare che il nome "Deruta" nasce come variante onomastica di "Diruta" (cioè "rovinata"). Non si hanno notizie certe nemmeno sulla storia di Deruta: reperti archeologici, rinvenuti verso la fine dell'ottocento, dimostrano l'esistenza, nelle immediate vicinanze della città, di insediamenti di epoca neolitica e di una presenza abitativa in epoca Romana. Sono però molto scarse le testimonianze di un possibile insediamento etrusco. Certo è invece il suo antico legame con la città di Perugia, di cui è sempre stata un valido baluardo verso Sud, verso Todi. Di ciò è tuttora testimonianza l’aspetto di castello fortificato che il centro storico conserva. Nel XIII secolo Deruta dispone di un proprio statuto (andato perduto), seguito, nel 1465, da un nuovo documento in volgare. Questo prevede la presenza nel castello, oltre che di un podestà inviato da Perugia, anche di quattro "boni omini", eletti tra gli abitanti. Le continue pestilenze, della seconda metà del ’400, sterminarono la popolazione, tanto da comportare una riduzione della cinta muraria. Durante la Guerra del Sale (1540), Deruta, schieratasi contro il Papa, subì numerosi saccheggi e devastazioni. Solo l’assoggettamento di Perugia alla Chiesa portò anche alla città di Deruta un lungo periodo di pace, durante il quale si riorganizzò la vita politica e sociale. La produzione della maiolica artistica raggiunse proprio in questi anni il massimo sviluppo e la più ampia diffusione, tanto da far conoscere Deruta ancora oggi in tutto il mondo. Verso i primi del seicento quindi la cittadina ha raggiunto non solo una discreta stabilità economica e sociale, ma ha anche acquisito un ruolo di preminenza nei confronti di altri centri vicini. Il secolo XVIII vede ancora Deruta occuparsi nel proprio miglioramento e rinnovamento. La città oggi è nota nel mondo per l'arte di far ceramica; i primi documenti che riportano "commissioni" per le ceramiche derutesi risalgono al XIII secolo anche se il massimo sviluppo i maestri si ebbe solo a partire dal primo cinquecento. A seguito della notevole fama da loro acquisita, venne affidata alle botteghe dei maestri derutesi l'esecuzione dei pavimenti della Cappella dei Palazzo dei Priori e della Sacrestia adiacente alla Basilica di San Pietro di Perugia nonché della Cappella Baglioni a Spello.
I
Monumenti
Del vecchio Castello rimangono alcuni tratti di mura, gli archi delle tre porte di accesso e le caratteristiche vie medioevali attraverso le quali si accede a Piazza dei Consoli dove si trova l'omonimo palazzo, ora sede municipale, la cui torre trecentesca è adorna di bifore romaniche.