Sorge nel mezzo della Valnerina ed è un centro prevalentemente agricolo posizionato sulla sponda sinistra del fiume Nera. Il borgo, di origine medievale, si chiamò Naharcus fino al 1198. Sorse su un insediamento preesistente di cui non restano tracce, ad eccezione di alcuni scavi, condotti nel secolo scorso, che hanno rivelato una necropoli riferibile ai secoli VIII-IV a.C.. Si sviluppò attorno ad un castello del secolo XII del feudatario Duca Corrado di Urslingen. Di questo si conservano solo le mura e due torrioni del XIV secolo. Il suo nome attuale si deve ad Anatolia, giovane patrizia romana, martirizzata per il suo credo. Tra le vestigia medievali sono ancora individuabili alcuni tratti della cerchia muraria, i torrioni ed una porta di accesso al castello, mentre le abitazioni hanno subito continue trasformazioni, dando vita nei secoli anche ad alcuni palazzetti gentilizi.
I
Monumenti
Nella Parrocchiale di Sant’Anatolia si conservano degli affreschi risalenti al XIV-XV secolo. Dirimpetto alla porta orientale sorge l’Oratorio di Santa Maria delle Grazie, con un prospetto cinquecentesco elegante che ingloba una più antica edicola con l’immagine della “ Madonna col Bambino e i Santi Giacomo e Antonio Abate” del Maestro di Eggi, databile 1440.