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DOVE
& COME in Umbria
Si rimane incantati davanti a certe sfumature cromatiche. Sembra
impossibile che un quadro così composito e suggestivo non
sia scaturito dalla tavolozza di un pittore bensì dall'accumularsi
dei secoli. L'Umbria è un grande affresco di linee dolci
e intermittenti, rotte da ulivi e cipressi che trapuntano pendii
e terrazzamenti. I colori sembrano quasi rincorrersi, sovrapporsi,
disgregarsi ed esplodere, alla fine, in un mosaico variopinto,
dal verde intenso all'ocra, che emana aromi terrigni, dall'odore
secco del suolo polveroso sino alla fragranza delle erbe di prato.
Una leggera dissolvenza sovrappone muri, edifici austeri e nobili,
chiese ed abbazie avvolte nel mistero.
In questa caotica civiltà delle immagini, molte delle quali
precostituite e fruite, vi sono luoghi che il tempo non ha ancora
intaccato. Una dimensione che allude quasi alla poesia e si abbandona
ai versi della storia e del vento. In Umbria è ancora possibile
fantasticare, viaggiando su vallate alabastro e cieli turchini,
alla ricerca del proprio passato, alla scoperta di un presente
che è già nostalgia. Una regione che abbraccia itinerari
di inconsueta bellezza. Si può cogliere una miscellanea
ordinata e composita alla ricerca di un puzzle variopinto o scegliere,
secondo le attese, un ventaglio di temi da assaporare volta per
volta. Così l'Umbria antica proporrà un viaggio
nel tempo, alla scoperta della civiltà dei più lontani
abitatori, appunto gli Umbri, per poi risalire i secoli alla scoperta
degli Etruschi, dei Romani, dei Bizantini e dei Longobardi.
Le sue città sono autentici forzieri, ricche di musei,
di opere d'arte, dove i maggiori artisti di tutti i tempi hanno
voluto lasciare una loro tangibile presenza: Giotto, Cimabue,
Simone Martini, Pietro Lorenzetti,
Luca Signorelli, Piero della Francesca,
sono soltanto alcuni di quei celebri personaggi che hanno espresso,
attraverso linee e colori, la grandezza di questa terra e dei
suoi protagonisti. Il paesaggio rimane il custode non soltanto
delle presenze dell'arte, ma soprattutto di un ambiente che non
ha lasciato spazi ad avventurosi percorsi speculativi. Le normative
sulla tutela del patrimonio naturale hanno permesso di godere
in pieno di vasti territori adibiti a parchi ed aree protette
tra i quali si fa menzione dei Monti Sibillini, al confine con
le Marche, del gruppo Coscerno-Aspra, del Monte Subasio, dei Monti
Martani, del Peglia e del Cucco, dell'altopiano di Colfiorito,
dei laghi Trasimeno, Piediluco e Alviano. Oasi di tranquillità
dove il contatto con la natura diventa palpabile. Come pure palpabile
è il senso di misticismo che trasuda dalle pietre di chiese
ed abbazie lontane dai centri abitati, antichi guardiani che ancora
oggi sono le sentinelle di un itinerario di fede adeguatamente
valorizzato dallo spirito giubilare. Ci sono santuari, romitori,
celle eremitiche dove il tempo sembra aver abbandonato la sua
corsa e dove il silenzio è rotto soltanto da un sommesso
scampanellio.
In Valnerina, nella fascia sudorientale della regione, vi sono
luoghi dove è ancora possibile ritrovare il senso della
contemplazione: San Pietro in Valle, San Felice, Sant'Eutizio.
D'altra parte questa terra ha dato all'umanità figure mistiche
difficilmente paragonabili: San Francesco e Santa Chiara di Assisi,
San Benedetto di Norcia e Santa Rita di Cascia. Le festività
ad essi ispirate rappresentano gli appuntamenti religiosi più
partecipati, non soltanto dalla popolazione locale, ma da diversi
segmenti della cristianità. Eppure sacro e profano sembrano
coesistere, in una sorta di miscela suggestiva che anima le principali
manifestazioni del folclore e della tradizione. Così la
primavera è salutata dal Calendimaggio di Assisi,
dalla Corsa dei Ceri di Gubbio e dal Cantamaggio
ternano. Ma gli altri appuntamenti si succedono tutto l'anno quali
percorsi privilegiati per un viaggio a ritroso nel tempo. L'Umbria
riscopre, non inventa. Quello che potrebbe sembrare uno slogan
si ritrova persino nella gastronomia, dove la schiettezza dei
cibi è il primo elemento in comune di una larga vastità
di prodotti che sono, di solito, legati ad un preciso territorio.
I produttori traggono dalla natura i loro frutti migliori e si
sforzano di dotarli di un marchio di garanzia che li preservi
da imitazioni e alterazioni. Tartufi, legumi, castagne, patate,
carni, insaccati, per giungere ai dolci e ai vini, sono rigorosamente
gli emblemi di una natura dove nulla è lasciato all'improvvisazione
e all'avventura. Le stesse attività ricettive, in numero
adeguato alle richieste, sono la coniugazione di questi principi.
Alle antiche locande si sono affiancate le aziende agrituristiche
oltre a strutture all'avanguardia che riescono a soddisfare ogni
esigenza.
L'Umbria, con una popolazione di poco superiore agli 800.000 abitanti
(su 8.456 kmq), si trova al centro della Penisola. La sua posizione
geografica ha favorito le vie di comunicazione sin dall'antichità.
Oggi il suo territorio è servito da un'ottima rete stradale
e da un sufficiente sviluppo di linee ferroviarie che permettono
rapidi spostamenti. L'aeroporto di Sant'Egidio, nei pressi di
Perugia, consente veloci relazioni con numerose città italiane
e coincidenze con i più importanti scali internazionali.
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